Sono già molte le cose palesemente a posto nell’ottimo esordio di Michele Cocchi. Una raccolta di racconti Tutto sarebbe tornato a posto, (Elliot ed.) dove ogni parola sembra essere quella esatta, ogni scena l’unica possibile per raccontare quella precisa vita lì, così comune, normale, eppure centrale nell’universo in cui il libro ci catapulta: il nostro. Bambini, sorelle, padri, amici, sul lungomare, o in una piazza, noi stessi colti nell’attimo in cui un episodio apre possibilità e interrogativi che continueranno a lavorarci dentro. Chi non ha voglia di scavare sotto la superficie troverà semplicemente un libro scritto molto bene. Chi non ama i racconti brevi troverà tasselli indispensabili alla riuscita di un magnetico affresco finale, molto più compatto di certi romanzi. Chi si lascerà andare, farà fatica a dimenticare queste storie.